Cooperativa Arte e Natura accompagnatori turistici La spezia

Le origini

Guide Turismo Cave di MarmoTra gli scenari più spettacolari ed affascinanti che si possono incontrare in natura, sicuramente vi è quello delle Alpi Apuane, dalle cui viscere viene estratto da secoli il prezioso marmo bianco statuario, prediletto da Michelangelo, che era solito recarsi personalmente in cava a scegliere i blocchi migliori per le sue opere, ma conosciuto ed apprezzato ancor prima dagli antichi romani.
Nel 177 A.C. infatti, al termine di una durissima campagna di gurra contro i bellicosi Liguri Apuani, i triumviri P.Elio, M.Emilio Lepido e Cn. Scinio fondarono sulla riva sinistra del Magra, lungo il litorale, la colonia romana di Luna, la cui economia sarà basata quasi totalmente sullo sfruttamento dei bacini marmiferi apuani.
Nell’ Età di Augusto, periodo di maggior splendore non solo per Roma, ma per Luni stessa, il prezioso materiale sarà utilizzato per costruire ed abbellire i più importanti edifici pubblici e sacri quali il Teatro e l’Anfiteatro, il Grande Tempio e il Capitolium, le signorili abitazione private e, fatto assolutamente inusuale, per rivestire le mura della città.

“Dal veloce
cammin ne attrae con un candor corrusco
di mura la città che dall’ argentea
luna si chiama.
Passano il biancore
dei gigli i balzi attorno, ove la selce
brilla d’un vago risplendor infusa:
una terra munifica di marmi,
che apparenza di nevi incalpestate
ne la smagliante vision ostenta”

Aut. Ceccardo Roccatagliata Ceccardi

Guide Turismo Anfiteatro di LuniDallo straordinario sviluppo augusteo della colonia di Luna trarrà grande beneficio il Golfo della Spezia, già frequentato in precedenza e costellato di porti e approdi particolarmente riparati. Lo testimoniano i ritrovamenti, esposti al Castello di San Giorgio, di San Vito, Ameglia, San Venerio, e le ville patrizie sorte direttamente sulla riva del mare a Bocca di Magra e al Varignano. Lo testimonia soprattutto l’approdo di Portovenere, prediletto non solo per la sua magnifica posizione geografica ma anche per la vicinanza alle cave di un altro pregiatissimo marmo decorativo: il Portoro o ”nero di Portovenere”, probabilmente il marmo chiamato “caristio” dal poeta Lucullo.