
Nel 1204, con il trasferimento della sede vescovile da Luni a Sarzana, viene sancita la fine della città romana, ridotta ormai ad un cumulo tetre rovine dal susseguirsi di incursioni barbariche e dal progressivo impaludamento dell’antico Golfo della Luna. Dante la ricorda fra le città morte e Petrarca la definisce “ nudo nome “.
Da questo momento Sarzana si sostituisce definitivamente a Luni nel dominio di un esteso territorio che, conteso da potenti città vicine, passerà infine alla Repubblica di Genova.
In tale contesto viene iniziata la costruzione della cattedrale di Santa Maria Assunta nella quale vennero traslate da Luni la reliquia del Preziosissimo Sangue e il Crocifisso di Mastro Guglielmo ( 1138 ), considerato il prototipo delle croci dipinte di tutta la Toscana.
Nel periodo rinascimentale Sarzana, raggiungerà il culmine del suo sviluppo, testimoniato anche dalla realizzazione di imponenti opere di fortificazione quali la Cittadella Medicea e soprattutto la Fortezza detta di Sarzanello, splendido esempio di architettura militare di transizione ispirata ai dettami di Francesco di Giorgio Martini.